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La nostra è unesistenza di preconcetti.
Lo è credere che la droga sia essenziale alla creazione artistica sia essa scrittura,
pittura o musica. La storia e la controstoria dellarte ci induco a credere che
Huxley sia un grande del 900 perché sperimentatore di droghe, che Jim Morrison
fosse un poeta perché apprezzava luso di sostanze, che la Factory di Wahrol sia un
cardine larte contemporanea perché gli stupefacenti ne furono una componente.
Ci sbagliamo.
Huxley, Wharol, Morrison non sono arte perché drogati, altrimenti se valesse tale
sillogismo anche Pinco Pallino (il tossico del vostro quartiere) sarebbe un grande artista
incompreso.
Non solo ci sbagliamo ma diamo alla droga (alle droghe) un valore che non dovrebbero
avere.
Facciamo il gioco di chi alle droghe addossa tutte le colpe del mondo compresa il presunto
degrado dellarte.
GIOCHINO DI IMMEDESIMAZIONE
Vi chiedo di fare un piccolo sforzo di immedesimazione: siate dei feroci
proibizionisti. Dei proibizionisti che odiano i froci, i drogati, i negri, le donne, gli
storpi... uno che brucerebbe la Venere del Botticelli perché ha le tette nude.
Lavete fatto?
Bene per voi larte è una cosa da checche, gli artisti sono una massa di
pervertititi drogati. Daltronde, pensate, che solo un drogato di merda possa vedere
la realtà come una tela squarciata o una faccia a cubi!
Ora vi chiedo quale conclusione traete? Che larte sia un concetto estraneo alla
morale, alla vostra morale, e che la droga, essendone lessenza, non solo è
pericolosa ma è la malvagità stessa: il demonio, BELZEBU...
FINE DEL GIOCHINO
Ora tornate ad essere dei normali antiproibizionisti e chiedetevi perché
agevolare i censori, perché offrirgli le armi su un piatto dargento?
Larte non dipende da quanto LSD uno si faccia, ma da quanto quellLSD sia parte
dellesperienza umana dellartista.
Cè un proverbio psichedelico che dice: LSD non fa lartista, ma fa ricco il
pusher. |