É buona norma, si dice, non esagerare con il relativismo. In nome
del relativismo culturale si può accettare qualsiasi nefandezza. Ad esempio si potrebbe
dire che linfibulazione (mutilazione genitale femminile) sia moralmente accettabile,
o che la lapidazione o la semplice pena di morte siano frutto codici autonomi e come tali
non giudicabili.
Come tutte le interpretazioni o teorie onnicomprensive anche il
relativismo non sfugge allerrore che avrebbe voluto correggere: far di tutte
lerbe un fascio.
Come al solito non appare chiaro cosa questo centri con la droga.
La droga al pari del formaggio, è un ottimo paradigma per
spiegare come leccesso di relativismo e del suo opposto servano a confondere le
idee, a giustificare ora il più feroce proibizionismo, ora il lassismo più spinto.
Da un punto di osservazione relativista la droga per uso sociale,
magico, religioso, medico è assolutamente da difendere, perché è espressione di una
cultura e come tale non giudicabile. Da quello non relativista la droga è moralmente
inaccettabile, da eliminare perché altera la realtà, crea danni fisici e rende i
cittadini ebeti.
Così a scegliere fra essere relativisti o non esserlo verrebbe da
dire: W i relativismo. Ma stiamo attenti.
Se accettiamo questa impostazione a scatola chiusa accettiamo che la cultura giudichi
immorale, orribile e pericoloso luso di qualsiasi sostanza diversa dal proprio
contesto. Per capirci in Europa sarebbe ammesso (come è) solo luso dellalcool
in quanto "tradizionale". Ogni altra sostanza proveniente da culture diverse
sarebbe, legittimamente, interpretata come unimposizione.
Dopo questo sproloquio pseudo filosofico, non sono ancora certo di
essere relativista o non relativista, e forse è proprio in mezzo che sta la soluzione.
Appartenere ad una cultura non significa obbedire acriticamente ai suoi dettami (leggi,
imposizioni e religioni), ma significa condividerne le regole e levoluzione.
Insomma si deve sempre tornare alluno, allindividuo per comprendere il valore
della cultura e la sua potenziale influenza.
Torniamo, e finiamo, alla droga: oggi la cultura occidentale è
indecisa, droga buona o droga cattiva, e per eccesso di zelo imponiamo questo dilemma a
tutti.
Istericamente distruggiamo colture e culture straniere per evitare che i giovani
occidentali si facciano di eroina (o cocaina), senza rispetto alcuno. Altrettanto
istericamente studiamo droghe tradizionali (amazzoniche o africane) per scoprire elisir di
lunga vita, sempre senza rispetto alcuno.
Basterebbe un po di saggezza, rispetto e sana buona
educazione, a volte...