ALTERAZIONI
IL disPIACERE DEL DOLORE (editoriale 05/01)
Quando
ero libero di fare ciò che volevo del mio corpo, Dio non mi rifiutava nulla
San Jean Vianney, XIX secolo |

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La libertà personale è anche: mortificazione delle carni,
flagellazione, autolesionismo e body art.
Sono, come insegnano gli antropologi, tecniche per raggiungere uno stato alterato di
coscienza, sono né più né meno dell'acido lisergico o delle metanfetamine, agenti
psicotropi.
La chiesa e lo stato combattono il dolore scelto dei mistici, dei diversi e obbligano al
dolore legale negli ospedali, nei manicomi, nelle carceri e nelle guerre.
Il dolore fisico non è, come vuole una morale, un'obbligo, è una scelta, e come ogni
scelta deve essere consapevole e libera.
Cos'ha a che fare tutto questo parlar di dolore con la canapa?
Cos'ha a che fare la droga con il dolore?
In California è ammesso l'uso terapeutico della canapa, così come in Svizzera e in
Olanda... In Spagna si sperimenta la somministrazione statale di eroina... In Italia è, a
fatica, passata la somministrazione di oppiacei come terapia del dolore.
La terapia del dolore è un termine orrendo, politicaly correct, per pietà ai moribondi.
Una morte imminente e atroce, non è un dono di Dio, la sofferenza protratta non è
certezza del paradiso.
La pietà viene confusa con l'illegalità, i medici che somministrano, violando
regolamenti e leggi, droga ai sofferenti sono dei delinquenti ne più ne meno di chi vende
eroina, ricavando profitti immensi. Questa è la legge, una legge che della pietà
cristiana non conosce nemmeno l'etimologia.
La droga è male, il dolore è bene.
Nel nome del bene e del male, e non nel nome di Dio, si abbandonano uomini, donne e
bambini. Anche i bambini, che dell'inconsapevolezza sono i tutori, devono soffrire.
La scelta del piacere passa per la libertà di decidere se soffrire o no, libertà che
nessuno può delegare alle leggi. |
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