ALTERAZIONI
SEMPRE LA STESSA MUSICA (editoriale 03/01)
Vitto leggero, sonno e digestione regolari, appartamento areato,
movimento fisico, un po' di vino, discorsi piacevoli e soprattutto musica
De melancholia libri duo, Costantino Africano- XI secolo |

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Ho
ascoltato sempre la stessa musica: Charly Parker (eroinomane), Chet Baker (eroinomane),
Billy Holiday (morfinomane), e poi Vivaldi, Jobim, Mozart, Sibelius, Becaud, Sinatra,
Tenco...
Forse dovrei ascoltare più reggae, almeno così sembrerà più ovvio che apprezzi i
risultati della intossicazione da canapa!
Eppure la musica non è sempre la stessa, come non lo è la storia. Ai più appare che la
droga sia figlia dei fiori, della cultura Hippy, perché fa comodo pensare che sia solo
così.
Janis Joplin è meno presentabile di Dizzy Gillespy (non si è mai drogato in vita sua),
per non parlare di quel drogato di Kurt Cobain o di chissà chi altro (scusate la mia
approssimazione sulla nuova musica, ma non ho età).
Ma la storia è un'altra...
In occidente i consumatori di canapa sono stati, per almeno un secolo, solo artisti,
musicisti, medici, scrittori, gente che andava drogata all'opera, che assisteva ad una
vernice dopo aver mangiato grammi di dawamesh. Oggi usiamo la canapa, pensiamo alla
musica, e ad essa abbiniamo la Jamaica (un inciso: in Jamaica vige il proibizionismo), il
reggae, e dimentichiamo che, per i nostri antenati consumatori, la Jamaica era uno
sperduto isolotto (leggi colonia) invaso di canna da zucchero.
Loro ascoltavano altro.
Un giovanotto intriso di idee romantiche e di THC alla rappresentazione del Tristano e
Isotta del grande Wagner (che oggi crediamo nazista), commuoversi al fluire delle note...
Sempre la stessa musica: quella che gli altri credono che sia adatta per catalogare,
schedare tutti noi. |
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