E un momento fortunato per i consumatori di canapa. Appena sabato 12
gennaio, lautorevole Dottor Gessa (su Repubblica) pacatamente smentiva le baggianate
dellEurispes e dellonnipresente Muccioli (tanto Fuoriluogo da far rimpiangere
il padre Vincenzo) ed oggi i tabloid inglesi ci informano della scappatella cannabinica
del giovane Windsor.
Una fortuna che durerà poco a sentir i proclami proibizionisti
(tutti e solo italiani).
Le sensate dichiarazioni di un medico non faranno cambiare idea a
chi crede di essere sempre nel giusto. Eppure segni di normalità si insinuano
pericolosamente nelle ondivaghe convinzioni degli Italiani (o di una parte dessi).
Ad essere politicamente scorretti si colgono sprazzi di sprazzi di
luce: poliziotti stanchi di perdere tempo con i ragazzini, medici incapaci di dire le
bugie, politici possibilisti, mamme comprensive, giudici tolleranti, tutto questo in
Italia. In Europa: il cattolicissimo Aznar apre le narco salas, la Germania è sempre più
tollerante, il pragmatico Regno Unito depenalizza, e tralascio, per ovvietà, lOlanda
e la Svizzera.
Potrei, potremmo essere contenti, ma purtroppo il dolore sovrasta
il tutto.
Tutti Noi, ragazzi impauriti dalla burocrazia prefettizia, adulti
sottoposti a controlli umilianti, padri che cercano sollievo per i propri figli malati, la
risposta che ci possiamo dare è semplice: è proibito.
È proibito curarsi, è proibito evitare la malavita coltivando
canapa, è proibito punto e basta.
Perché è proibito? La rete e i giornali sono pieni di perché,
perché si o no, le opinioni sono opinioni, le conosciamo. Il dottor Gessa ha la sua, il
Principe Carlo anche, Muccioli unaltra, io la mia, quello che manca sono
informazioni (come dice il dr. Gessa). Sprazzi di notizie, come lesilarante
pentimento del rampollo reale, servono a tutti Noi per capire, per riportare la questione
canapa alla giusta dimensione, alla normalità. Così come le lucide affermazioni del
dottor Gessa spazzano il campo dalla fantascienza proibizionista.
In un paese che non conosce il significato di normalità, la vera
conquista non è fornire opinioni spacciate per verità ma offrire gli strumenti per
formare la propria opinione, e voi non potete che concordare con Noi