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Sempre uguale sempre diverso

Varcando la soglia del locale, aveva percepito un leggero tremore nelle proprie gambe. Si passò una mano tra i capelli cercando di districare, in realtà, le sue paure. Si era guardata intorno. "Sempre uguale e sempre diverso" aveva pensato sedendosi. Intorno a sè gli stessi arredi di allora: il vecchio bancone di mescita, i tavoli di legno che avevano sostenuto tanti bicchieri, parole e silenzi. E poi Vittorio, identico a sé stesso: un'istituzione. Da sempre gestiva l'abituale ritrovo di quanti vivevano (o credevano di farlo) in quella cittadina attonita.
I quadri, invece, erano stati sostituiti. Ricordava esposti alle pareti dei dipinti ad olio: spatolate dense di colori intensi e decisi.
Ora, sopra la tappezzeria datata, facevano mostra di sé foto in bianco e nero. Praticamente grigie. Esito forse di un concorso dilettantistico. Immagini pretenziose e mute. Senza luce. Senza amore.
Ad un tratto spostò il punto focale dello sguardo e, al posto della foto, emerse l'espressione del proprio volto riflessa nel vetro della cornice. Trasalì rovesciando un po' di vino bianco sul tavolo.
"Ehi, dove sei?" Le chiese scostandole i capelli dal viso. Lo guardò sorpresa come se non lo avesse mai visto prima. Che idea! Accettare un appuntamento dopo ... Quanti anni da allora? Tanti.
Sospirò aspramente. Troppa storia da quel lontano pomeriggio. Erano usciti da lì senza parlarsi, senza guardarsi, senza sfiorarsi, ma erano già l'uno nella pelle dell'altra ancora prima di prendersi in piedi contro la porta d'ingresso del suo piccolo appartamento.
Lui fece scorrere dolcemente il dito sul dorso della mano interrogando il suo sguardo inespugnabile. Quel gesto di cauta tenerezza le sembrò insopportabile, solo l'ombra dell'amore con cui si erano trucidati. Improvvisamente la travolse una rabbia violenta. Ritirò la mano vomitandogli addosso parole estranee e lontane: "Dì che mi vuoi scopare ma non guardarmi senza amore!" I pugni serrati e il respiro spezzato. Nella foto appesa alla parete, il riflesso di lei che si allontanava lasciando dietro si sé i vecchi quadri e un'impossibile amnesia.

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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