IA TROPPO
Papā č un mediocre agricoltore. Stā sempre in guerra con le
erbacce e gli insetti che gli divorano le coltivazioni. Spesso ci mette in fila per due,
ognuno con la sua zappetta e ci guida alla sua guerra personale. Combattiamo a colpi di
zappa. Siamo dalla parte giusta e abbiamo ragione: le patate e i fagioli sono nostri,
devono crescere e finire sui nostri piatti, su quei piatti che dobbiamo sempre vuotare
fino all'ultima buccia di fagiolo, proprio come fa papā. Non riesco a capire perché
perdiamo sempre la guerra contro le erbacce, forse perché papā lavora poco e legge
molto, quasi tutta la notte. Se la mattina all'alba non stiamo tutti sull'attenti con la
nostra zappetta, papā si arrabbia moltissimo. Accende il trattore, attacca in qualche
modo tutti gli attrezzi e corre come un pazzo sulla proprietā calpestando e distruggendo
tutto. Io non capisco perché si arrabbi tanto. Oltretutto, poi č impossibile zappare.
Papā bestemmia troppo, dice la mamma. Io lo ammiro molto per la
sua fantasia nell'inventare sempre parole nuove, con le quali si rivolge anche alla mamma,
ma lei non č contenta, o almeno non lo sembra. Mi piacerebbe se qualcuno inventasse
parole nuove per me.
Mamma dice che non lo capisce. E sė che lo conosce da tanto
tempo! Spesso me lo addita come esempio: - Fai come papā! - dice. Se perō ripeto le
parole strane che dice a lei, mi picchia, anzi, mi picchiano tutti e due. Allora mi
rifugio dallo zio Augusto, la causa di tutto, perché č stato lui a lasciare il trattore
e gli attrezzi a papā. Lui si č stufato della terra e dirige un'impresa di pompe
funebri: č sempre allegro e racconta cose strabilianti. Legge moltissimi libri gialli e
quando trova qualcosa di interessante lo "applica". Lui almeno dice cosė. Un
giorno ho chiesto alla mamma che cosa voglia dire "sezionare dei cadaveri e mescolare
i pezzi" e lei mi ha dato uno schiaffo. Mi ha detto che invece di leggere
stupidaggini potrei studiare il Vangelo. Lei č molto religiosa. Si rivolge al suo Dio con
un tono che non č quello di papā quando parla con il suo. Forse ognuno ha il suo Dio, o
forse, se ce n'č uno solo, Lui e papā proprio non vanno d'accordo.