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Roberta Maset

TED KENNEDY

Un grande salone, molti ospiti che stiamo ricevendo... siamo in attesa di festeggiare un evento con lo champagne, ma nessuno sa che cosa festeggiamo. Poi il salone diventa un campo di margherite. Lunghi steli come girasoli. In mezzo, un grande tavolo, siamo seduti e ci sentiamo molto bene. All'improvviso, io e una mia amica ritorniamo nel salone, ora trasformatosi nel corridoio di un ospedale. Niente letti nelle stanze, né malati, ma... mostre d'arte. Una in particolare della mia artista preferita: la poetessa beat Diane di Prima. In quest'ospedale c'è un'atmosfera insolita, io e la mia amica vi siamo entrate per seminare una strana donna che ci segue. Decido di perdere tempo e visitare la mostra. I quadri? psichedelici. Più che altro delle macchie di colore. Stanno su piedistalli con accanto delle didascalie. Mi ritengo fortunata ad aver scoperto la mostra, mi avvicino alle didascalie ma subito le luci della stanza si affievoliscono e non riesco più a leggere. L'amica è sulla porta che dice sbrigati, sta arrivando la donna, dobbiamo scappare. Ora la stanza è al buio e succede qualcosa di terribile, i piedistalli oscillano pericolosamente e cadono sui visitatori, ma proprio quando sta per cadermene uno addosso mi sento come se stessi svenendo e vengo risucchiata dentro un vortice e vedo scorrermi davanti una serie di mosaici dorati finché mi trovo... altrove nello spazio e nel futuro assieme ad altre persone. Indossano caschi e tute ed entrano ed escono da delle cabine e io penso stupita: come fanno a respirare senz'acqua? Sono prigioniera degli uomini con le tute e sono incinta. Cerco di nascondermi. Vedo che nelle cabine ci sono uomini e donne. Entrano lì per fare sesso... Mi sento afferrare e due uomini tentano di farmi entrare in una delle cabine, ma non so come, riesco a fuggire. Salgo una rampa di scale e penso di essere salva, ma in cima c'è un uomo che indossa la maschera di Ted Kennedy. So che è un assassino, lui ne ha già ammazzati altri e adesso ammazzerà anche me... ma riesco a scappare e proprio quando sono in salvo... mi sveglio. 

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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