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Nuccio
Simonetti
DIO
Dio. Dio. Sento sempre parlare di questo Dio, ne sento
parlare da sempre, ma chi è, che cos'è?
Da giovane ho tentato di capire, di penetrare questo strano concetto, ho frequentato preti
cattolici, mormoni, testimoni di Geova, e poi arancioni, mussulmani, scintoisti; ho
cantato gloria a Dio nell'alto dei cieli aspettandomi di vedere qualcosa scendere
dall'alto e investirmi della sua potenza, ho salmodiato OM e altri mantra, ho tentato di
annullarmi fino a compenetrarmi nella natura...
Macché, niente. Ma proprio niente di niente. Mi sono
chiesto: a che cosa serve?
E allora ho smesso di pensarci e mi sono messo a vivere la mia vita a modo mio.
E posso dire che mi è andata bene.
Ho cominciato a scrivere e già al secondo romanzo mi hanno dovuto assegnare il Nobel.
Così mi sono stufato ed ho cominciato a dipingere. La Guggenheim mi ha comprato due tele.
Così mi sono stufato ed ho cominciato a suonare. Ma dopo un po' la Albert Hall mi era
venuta a noia, così ho provato a cambiare genere: mi sono buttato nel mondo degli affari.
Dopo qualche anno stavo per acquisire il pacchetto di maggioranza della General Motors, ma
la cosa mi sembrava così poco interessante che lasciai qualche briciola ad Agnelli e
cominciai a correre in macchina. Alla seconda stagione ero già campione europeo di
rally...
Beh, sfruttando quel po' di modestia che mi è rimasta, smetto di elencarvi i miei
successi.
Potrebbe diventare noioso.
In definitiva, intendevo dire che mi è andata proprio bene. Posso dire con Violeta Parra
- Grazie alla vita che mi ha dato tanto -
A dire il vero c'è un aspetto della mia vita che non mi soddisfa: le donne.
Lì non mi è andata proprio bene. Anche con le infermiere qui intorno non attacca.
Addirittura ce n'è una che quando mi vede mi lega con un camicione stretto e mi tortura
con la scossa. Eppure io non le ho mica fatto niente! Forse è invidia.
No, con le donne proprio non funziona.
(Sospiro)
D'altra parte, se mi fosse andata dritta anche quella, Cristo, sarei proprio un Dio! |
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