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Nuccio

BIANCANEVE 2 (Il ritorno)

Tutto cominciò con uno spettacolo di Giucas Casella, durante il quale il disgraziato invitò un rappresentante del pubblico a camminare sui carboni ardenti.
Si fece avanti una signora di mezza età, probabilmente bella, una volta, ora truccata in un modo esagerato per cercare di continuare ad apparire bella.
Il risultato fu che, dopo aver ballonzolato un po' come se avesse ai piedi delle scarpe di ferro rovente, stramazzò sui carboni.
Nessuno ebbe il coraggio di trarla in salvo e così morì.
Biancaneve, che era presente allo spettacolo con il marito Azzurro, andò in deliquio.
Azzurro, che di cognome faceva Principe, dopo averle tolto dalla gola il pop corn che le impediva la respirazione, decise di portarla in vacanza in quella amena località, al limitare del bosco, in quella linda pensioncina gestita collegialmente da quei sette nani che per secondo lavoro facevano i minatori, durante la bassa stagione.
Anche questa, come tutte le località di villeggiatura, era frequentata da venditori ambulanti meglio noti come vùcumprà.
Fra questi c'era una vecchietta che, ostinata come pochi, tentò di vendere a Biancaneve varie cose (l'aveva vista così sprovveduta!): mele, pettini, ecc.
Alla fine, per togliersela dai piedi, Biancaneve decise di acquistare un nastro colorato e la vecchietta, così felice, volle a tutti i costi legarglielo attorno al busto, ma, presa dall'entusiasmo, la strinse così forte da farla andare in deliquio.
E meno male che i nani erano di buon cuore, così la adagiarono su uno dei propri lettini, le diedero da bere nei propri bicchierini, la fecero mangiare nei loro piattini.
Il buon cacciatore, inoltre, ammazzò per lei un cinghialetto e le portò da mangiare il cuore e il fegato a mo' di ricostituente.
Le raccontò poi che nella villa lì poco distante viveva un certo Re, che di cognome faceva Buono, che aveva perso la figlia, quella un po' sventata, nata dalla prima moglie, quella isterica, che pensava solo a truccarsi e che era morta durante uno spettacolo di Giucas Casella.
Qualcosa nella mente di Biancaneve si mosse, qualcosa tipo il film "Risvegli", e finalmente le fette di prosciutto le caddero dagli occhi e dal cervello e per la prima volta in vita sua vide tutto chiaro.
Si precipitò correndo alla villa, che era un vero e proprio castello, urlando: papà, papà.
Lo trovò nel giardino, come sempre succede nel bel mezzo di un gelido inverno, tranquillamente seduto in mezzo alla neve con la sua seconda moglie, quella amorosa e servizievole.
Il quadretto le sembrò così idilliaco che decise di fermarsi lì, alla faccia di Azzurro, finalmente in pace, rifuggendo dal resto del mondo, così truculento, una via dei mezzo fra Stephen King e Dario Argento.
Lì al massimo si sarebbe potuta vedere qualche macchiolina di sangue rosso caduto sulla neve bianca a causa della puntura di un fuso su un dito!
Quello era il mondo che aveva sempre sognato. Una volta.

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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