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Monica Cecchin

MAMMAAAA...C... SEI?

Scrivere partendo da un testo cantato:

"Quello che non ho è una camicia bianca [...] per correre più in fretta e avervi più distanti." F. De Andrè

"Mammaaaa... c…. sei? perché non rispondi quando ti chiamo?" "Arrivo Stefano, un po’ di pazienza" rispose la signora Maria attraversando veloce il salotto per raggiungere il figlio. "Non rispetta neanche più sua madre quel delinquente. E tu cretina che corri!" borbotta il marito sdraiato sul divano. Lei lo guarda con rassegnazione e poi gentilmente: "Ma Carlo, è giovane non essere geloso!" Bussa alla porta della camera: "Stefano, tesoro, lo sai che non devi urlare, che tuo padre si arrabbia!" Il ragazzo di spalle, sposta i vestiti nell’armadio: "Dove c.... è la camicia bianca? avevo detto che mi serviva per stasera. Dov’è?" "Ho appena finito di stirarla tesoro, calmati, devi uscire con qualche bella ragazza che sei così nervoso?" "Che cacchio te ne frega? La mia camicia bianca, mamma!" "Vado, vado" Corre a prendergli l’indumento e al ritorno si blocca sulla porta ad ammirare soddisfatta suo figlio: "Che bello che sei, Stefano; chissà quante ragazze avrai che ti fanno la corte!" "Mamma, fuori dalle palle!" Si guarda allo specchio: alto, magro e il pallore risaltato dalla camicia bianca. Ma distoglie subito lo sguardo. Qualcosa lo infastidisce. Prende telefonino, giubbotto, soldi, chiavi della macchina e fuori di casa finalmente! "Notte Ma’, notte Pa’." "Dove credi di andare? A che ora pensi di rientrare eh?" "Pa’ è sabato, domani non lavoro." "Cos’è quella faccia scoglionata, cos’è che non ti va, eh? Tutto hai, cosa c.... ti manca? Al tuo posto uscirei sorridendo!" Il ragazzo si girò mostrando un sorriso forzato:"Così ti va bene pa’?" E uscì spedito mentre il genitore continuava a sbraitare. Salì in macchina e tirò un sospiro di sollievo, attaccò lo stereo a palla e partì: "Cosa c.... mi manca? niente pa’ niente mi manca. Ho tutto. E quello che non ho? c....! Non ho due genitori normali, ma un padre stronzo che mena e una madre deficiente che si fa mettere le mani addosso. Certo ho un lavoro di merda in una fabbrica di merda; non ho uno schifo di donna, tutte t.... adesso! facile parlare eh papà, ai tuoi tempi non erano così zoccole, adesso si aspettano di tutto, le t..... Non me ne frega un c....: stasera io e la mia camicia bianca splenderemo in pista, una bella pasta senza pare. Sciolto e via!"

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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