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MAURO

Lettera testamento pugno sotto il mento

Ciao Libero dopo molti anni trascorsi in questa camera, mi sono ricordato che mi è sempre stato difficile trovare qualcuno con cui parlare.

Forse è per questo che mi sono rinchiuso qua dentro, costretto a guardare il mondo da due piccole finestrelle.

Behe… cosa poso dire.. non so.

Invece te… si almeno te, che sei libero, cosa mi racconti.

Ricordi quella volta durante le elementari, avevi rubato di nascosto dalla cartella di Cinzia il suo diario,che poi frettolosamente ci siamo messi a leggere.

Ricordi quel giorno prendemmo un granchio. E gia…. tu leggesti caro Dario invece che caro Diario che granchio. Abbiamo pensato tutti e due, che Cinzia se la facesse con Dario e pensare che Cinzia non conosceva nessun Dario.

Per non parlare poi di quella volta. Eravamo sulla collina e mentre tu eri attento a mettere i lacci per i caprioli, io vidi i guardiacaccia arrivare verso di noi.

Il cuore mi salì in gola e iniziai a correre come un disperato.

Correvo.. correvo..

Saltavo da una zolla all’altra e sprofondavo con le scarpe nella terra appena arata.

Il cuore intanto era salito alla testa

I respiri si accavallavano

E come pure i piedi

E le gambe

Che cedevano, dopo che ormai avevo attraversato decine di campi e siepi.

La prima casa che incontrai fu quella della nonna di Manolita.

L’amica di Cinzia.

La nostra compagna.

Entrai sotto al portico ma non mi sentivo sicuro.

Affannato e con le mani infilzate da centinaia di spini raccolti dai rovi che avevo attraversato.

Bussai

Subito pensai… ma cosa ho fatto….??

Uscì una anziana signora appunto, la nonna di Manolita.

Buon giorno signora sono un compagno di classe di Manolita, saprebbe mica dirmi quando finiscono le vacanze di natale!

No mi dispiace bisognerebbe chiederlo a Manolita rispose lei,… con tono dolce e dispiaciuto.

Non lo sapeva…… e allora via… via, ricominciai a correre scappando dai guardia caccia e soprattutto……..

Vacanze ma quali vacanze che diavolo di fesseria avevo detto e che avrebbe pensato Manolita di me.

Intanto tu Libero non scappando hai beffato anche i guardiacaccia…

Con la parte del bravo bambino che distruggeva le trappole per i caprioli.

L’ ultima cosa domani esco.

Ora puoi immaginare anche tu, perché dopo quelle vacanze a scuola non ci sono più tornato.

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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