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Mara Voncini

UeH GINO

"Ueh Gino?! Stanotte ho fatto un sogno incredibile, te lo racconto?"
"No, non mi interessa."
"C'è un salone, un grande salone. C'è della musica, una forte musica. È pieno di gente, un vero formicaio. Si, ma nel vero senso della parola: sono tutti delle formiche nere, che danzano, bevono sangria e si divertono.
Io sono all'interno del mio corpo, non proprio padrone del mio involucro, ma gli occhi con cui osservo la scena sono proprio i miei. Quindi non vedo il mio aspetto, ma a giudicare da come si comportano gli altri nei miei riguardi non devo essere diverso da loro.
Beh, mi si avvicina la Pina, te la ricordi quella tipa niente male, pensa si avvicina a me, neanche sa che esisto e mi chiede di ballare con lei. Beh, sai cosa le ho risposto: 'No, non mi piace ballare. Ma pensa che pirla! Nella realtà non avrei mai detto una cosa simile, ma cosa mi frulla nell'inconscio?!
Comunque lei seccata mi volta le spalle e va da Filiberto, quell'antipatico belloccio e balla tutta la sera con lui mentre io dormiente per nulla geloso continuo a giocare a ruba mazzetto con voialtri amici.
Dici abbia un significato? Che preferisca la compagnia degli uomini a quella delle donne?"
"Ma che dici..."
"Aiuto, Gino aiuto. Mamma che incubo! Ho sognato che eravamo tutti formiche e che io ti stavo raccontando il sogno di una festa."
"Si, si va bene, ma ora calmati. L'ora della pennichella è finita, dobbiamo portare questa briciola a casa prima che venga buio."

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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