comunicazione...formazione...creatività

all'indice

racconti

AUTObiografie

dove

appuntamenti
scrivici
Chi cerca...

nel sito
nel web


pow. by FreeFind

 

LA MAMMA

Mamma ci diceva sempre: "Imparate da vostro padre!" ma quando quel pomeriggio, mentre tornavo a casa dall'oratorio, le balenò il fondato sospetto che avessi fumato, non mi sembrò affatto contenta che avessi seguito le esemplari orme paterne.

Ricordo, era Aprile. Lei era in cucina assorta, come ogni lunedì, sopra il quaderno su cui segnava con la matita rossa e blu le spese e le entrate. La sua espressione sconsolata rivelava che, come il solito, quello che vedeva non coincideva affatto con quello che avrebbe voluto vedere. D'altra parte lo scollamento tra realtà ed aspettative era una costante che si riproponeva inesorabilmente nella sua esistenza. Un destino impietoso, non c'è che dire! Quando aveva sposato mio padre, ad esempio, lui era quel che si dice un giovane di belle speranze. "Si, proprio belle speranze!" sospirava lei e noi, seguendo il suo sguardo, guardavamo papà stravaccato sul divano in canottiera con quei peli ispidi sotto le ascelle che emanavano un odore penetrante. Ci sforzavamo di immaginare come concetti di bellezza e di speranza potessero coniugarsi alla figura di nostro padre e ci chiedevamo, soprattutto, come avesse potuto coniugarsi nostra madre con lui.

Era un pomeriggio d'aprile, stavo dicendo, nell'aria si spandeva il famoso profumo della primavera. Sì, avete presente quell'afrore penetrante che fa scatenare nelle massaie il desiderio irrefrenabile di immolarsi nelle eroiche pulizie. Quella fragranza invadente che quando si espande fa tremare gli studenti prossimi agli esami. Quell'effluvio che trascina nel vortice dell'innamoramento gli animi più inclini al sentimentalismo. Ecco: tutte quelle esalazioni che sanno inebriare gli organi olfattivi di così varia umanità e possono sconvolgere i più consolidati menages coniugali, non furono tuttavia sufficienti a rapire mia madre (se non in uno sconveniente raptus amoroso, almeno in un delirio di grandi pulizie!). Fu così che quando, ostentando una cauta allegria, la sfiorai dirigendomi rapido e leggero verso la mia camera, iniziò a sniffare l'aria corrugando la fronte. Ad un tratto si bloccò con una subitanea, atroce illuminazione. Mi freddò sentenziando sprezzante: "L'ho sempre detto io! Tale e quale a tuo padre!"

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

[wb_andrea satta