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Isabella

PECCATI DI GOLA


Vi racconto di questo maestro di aerobica, che ho conosciuto durante una lezione di aerobica, tenuta proprio da lui nella mia palestra preferita.
Entra questo maestro che veramente si chiama istruttore e non maestro e tutti lo chiamano Luciano ano ano.
Luciano entra ed è da paura.
Spaventoso nel suo short inguinale.
Sgocciolante di sudore aerobico.
Lucido, statuario, succulento essere virtuale sculettante.
Accende la sua musica a palla: Siii! I Soft Cell versione aerobica e si dimena e si agita e sgocciola e mi fa sgocciolare e io penso solo che una scusa la devo assolutamente inventare alla fine della lezione.
Alla fine della lezione, non so come, ragazze non so come, invito Luciano ano ano a cena fuori per un panino ipocalorico al tofu agropiccante o giù di lì.
E lui, fate pure a meno di crederci, lui mi dice di sì, che viene a cena sì, proprio con me che sono molto meno depilata di lui.
Parentesi: se lui me lo chiedesse penso che se ne potrebbe anche parlare di una depilazione integrale da tanga.
Non per tutti, ma per l'aerobica anche questo, anche questo vale.
Tornando alla cena: andiamo a cena e lui ordina appunto il panino che vi dicevo, mentre io ahimè non resisto al menù e ordino un profiterol affogato nella panna montata e questo ragazze credo che sia stato uno sbaglio perché lui da come mi guarda si vede che pensa alla mia cellulite perché tra l'altro, e questo è ovvio, lui ha meno cellulite di me e lo sa: glielo si legge in faccia tutto questo.
Finito il panino io e Luciano ano ano parliamo e alla terza birra mia e al secondo succo d'ananasso suo entriamo in argomento e tutto è molto intimo e ci servirebbe una candela tra noi due tanto intimo è diventato tutto.
Si parla del mio argomento preferito e voi sapete già qual è, e di che cosa mi piace fare e di che cosa preferisco ricevere eccetera e poi arriva la catastrofe.
Una catastrofe annunciata direte voi.
Ma con il senno di poi si sa che è facile, io invece non avevo capito, o forse non volevo capire, o più probabilmente non me ne fotteva un gran che.
Invece lui me lo sbatte in faccia brutale, puntuale.
Mi dice: senti cara, posso farti una domanda intima, mi sembra che oramai tu ed io si possa parlare…
E io, cretina, a dirgli: tranquillo!
Mi dice: senti Cara non è che mi potresti insegnare le tre regole d'oro per fare un pompino ottimale?
Cosa volete che vi dica!
Cosa avreste voluto che gli dicessi?!
No, le tre regole d'oro no, che cazzo ragazze: quelle sono roba nostra!; però, sapete, qualche consiglio generale mi sono sentita in dovere di elargire.
E così adesso Luciano ano ano mi ha mandato una cartolina da Portofino, con tanto di ringraziamenti perché adesso anche lui sa eseguire un signor pompino!

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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