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Isabella
UNA BANDA DI MASNADIERI
"E adesso noi vogliamo fondare questa banda di masnadieri!", esclamò Mapu, con
tutta l'autorevolezza di cui era capace, terminato il giro di canna rituale.
"Perché qui in questa città", continuò Mapu esortato dall'improvviso silenzio
che era calato sul suo auditorio, "qui, in questo fottuto buco di provincia, mancano
spazi culturali, spazi dove si possa liberamente esprimere appunto tutta questa enorme
cultura che c'è in noi".
"Sì, è giusto, cazzo", convenne Mobi con la voce impastata di alcool e fumo,
"è proprio sacrosanto, porca puttana!".
"Sii!", fece Mapu, sempre più esaltato: "troveremo questo spazio e per Dio
noi lo OCCUPEREMO!"
"Graandee!", seguì il coro di Mobi, Icchio, Sooter e Lurch, mentre Mapu si
accingeva a rollare la seconda canna della serata.
Un capo lo si capisce che è un capo da come sa rollare una canna.
E Mapu, cazzo, Mapu: se c'è una cosa che sapeva fare da Dio era preparare una bella canna
compatta in pochi minuti.
"Occuperemo questo prefabbricato fetido del cazzo, che lo vogliono abbattere per
farci una fottuta palestra, e noi non lo permetteremo MAI!".
"Giaa!", fecero gli smarzi entusiasti.
"Sii!", replicò compiaciuto Mapu accendendo la miccia ed aspirando la prima
boccata: "Noi questo prefabbricato lo trasformeremo in un grande Centro Sociale
Occupato e ci disegneremo dentro un sacco di graffiti sulle pareti.
E' ora di finirla con questo silenzio, basta con questa borghese acquiescenza allo status
quo: è ora di cambiare, è ora di darsi una mossa razza di banda di sciroccati che non
siete altro".
Mapu era quel che si dice un disadattato di lusso: aveva frequentato da contestatore il
liceo locale e dopo il diploma si era iscritto al CTF perché, diceva, così avrebbe
imparato a fabbricarsi le droghe da solo, senza dover sottostare al potere della malavita
organizzata, che poi alla fine era una maniera di controllare le masse e questo, porca
puttana, questo allo Stato andava più che bene, mica balle.
Scooter e Lurch ascoltavano Mapu con grande deferenza, mentre attendevano il loro turno
per tirare: era bello sentirsi trasportare in un grande progetto.
Mobi e Icchio invece avevano assunto un'aria pensierosa: guardando le loro espressioni
atrofizzate sembrava che macinassero dubbi come due piccoli ruminanti.
Mapu chiese loro cosa gli stesse passando per il cervello e loro chiesero: "Ma
una volta che occupiamo il prefabbricato, e lo riempiamo di graffiti, e li coloriamo, cosa
succede? Cosa dobbiamo fare?".Mapu non poteva credere che bisognasse essere così
dettagliati, ma d'altronde non poteva pretendere che tutti capissero al volo, in fondo
bisognava essere democratici fin dall'inizio. Pazientemente spiegò: "Noi lo
occupiamo e poi dentro ci facciamo cultura no? Che cazzo!".
Non vedendo negli occhi dei suoi compagni alcuna reattività, Mapu continuò con un tono
meno autoritario e più propositivo: "Ci facciamo suonare i gruppi gratis, ci
facciamo esporre gli artisti. Ci teniamo le conferenze alternative. Insomma: ci facciamo
venire delle idee, porca puttana!".
Mapu, soddisfatto, dette una tirata profonda ed espirò una nuvola di fumo denso, quindi
guardò la cricca di masnadieri per scorgere un segno di consenso, ma gli smarzi
continuavano a fissarlo inebetiti.
Dopo alcuni lunghissimi minuti di silenzio, Mobi fece: "Ma
che genere di idee
ci dobbiamo far venire?".
Mapu immaginò all'istante la scena di lui che massacrava quel fighetto del cazzo a calci
fino a farlo sanguinare tutto il sanguinabile e quindi ricacciò il pensiero in fondo in
fondo, dove nessuno avrebbe mai potuto trovarlo: il loro doveva essere un movimento non
violento. Così Mapu, in un estremo sforzo espressivo, rispose con una calma di cui si
sentì subito orgoglioso: "Noi ci esprimeremo finalmente, porca puttana. Noi
assumiamo una posizione critica. Noi facciamo sentire il nostro dissenso!".
Scooter e Lurch, trascinati dall'entusiasmo di Mapu, esclamarono "Noi, Sii: noi
potremmo mettere su un bar con i tavolini, gli alcolici, un sacco di alcolici, e poi
ah sii
e poi la Coca Cola per fare il Cuba libre. Si perché il Cuba libre è
importante che ci sia sempre!".
E Mobi sarcastico: "e bravi, e quanti tavolini avevate pensato di mettere giù?"
Scooter: "Non so
un paio di tavoli".
Icchio: "Già, così la gente è capace di occupare un tavolino tutta la sera solo
ordinando una Coca e poi scoppiano le risse per chi si siede e chi no!".
"Cristo!", intervenne Mapu, senza riuscire a trattenere la propria
aggressività: "siete completamente fuori strada! Noi non applicheremo una logica
commerciale, cazzo! E soprattutto, noi non serviremo la Coca Cola. La Coca Cola è
americana, porca puttana. Piuttosto vaffanculo anche il Cuba libre".
Si era evidentemente giunti ad un punto morto.
Si giungeva spesso ad un punto morto.
La canna era finita e anche le idee.
Lurch propose di rollare l'ultima canna e di dormici sopra: in fondo il progetto di
massima era chiaro e questo era quello che importava, perché un uomo senza un progetto,
cazzo, non è un uomo e domani avrebbero pensato ai dettagli.
Isabella |
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