comunicazione...formazione...creatività

all'indice

racconti

AUTObiografie

dove

appuntamenti
scrivici
Chi cerca...

nel sito
nel web


pow. by FreeFind

 

Federico

ALFABETO SUL PISELLO

Federico è nato in gennaio, è insomma uno di quei bambini che non si capisce bene quando bisogna mandarli a scuola; il padrone suo padre, suo padre il padrone, aveva deciso che ci sarebbe andato a 5 anni (a scuola) perché il pupo aveva dimostrato fin da piccino capacità sopra la media (almeno così sosteneva il pediatra, anche se il papi non era proprio convinto del tutto di questo dottore: laureato a 45 anni era stato iscritto a veterinaria per 7!).
Federico aveva imparato a leggere e a scrivere con la mamma gia verso i quattro anni, (oltre che genio anche il "culo" di una madre maestra doveva capitargli) quindi sto cazzo di alfabeto di cui aveva cominciato ad alimentarsi mescolato al latte del biberon, arrivato ai 11 cominciava veramente a stargli sul pisello (altro non gli era consentito dire).
Al supplizio dell' essere genio e colto , adesso si aggiungeva anche il fare da maestro ad uno zoticone analfabeta, per l' amore di Dio, gran volontà, ma proprio non c' era verso di insegnargli niente. Lui, il bambino prodigio, ad 11 anni era diventato insegnante di alfabeto; ma non uno di quelli con la classe e gli scolari tutti zitti e timorosi, bensì di un unico allevo con il settuplo della sua età. Settuplo? Federico avrebbe insegnato a Federico (maestro e allievo erano omonimi) a contare e scrivere i numeri. Che importa se al posto del nome e del cognome sulla bolletta dell' ammasso del grano Federico avrebbe continuato a mettere la X, infondo in numero romano vuol dire 10, che comunque è sempre meglio di 17, no?
Federico avrebbe insegnato a Decimo a firmarsi con il n.° 10 perché imparare due segni è sempre meglio che impararne 7 o peggio 26 o peggio 27, e magari, visto che l' appetito vien mangiando, gli avrebbe anche imparato a contare fino a 10, che dico, 100. Sarebbe diventato il suo maestro di numeri perché contare, per un contadino, è meglio che leggere o scrivere.
Il buon (ma bello, buono, brutto, cattivo è sempre soggettivo) … dicevo il buon vecchio ci mise tanto impegno ed entusiasmo che poco tempo imparò più di 100000 numeri e passava le sue serata ad insegnarli anche alla moglie.
Un giorno lesse tutti i numeri della sua busta paga (beh che si trattava proprio della sua non lo sapeva con certezza) sta di fatto che li lesse, è si sentì fiero ed orgoglioso. Era presente anche il suo "maestro".
Federico disse a Federico Decimo: " mi sembra che basta, per la tua età!"

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

[wb_andrea satta