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Federica Guerra

OCCASIONALMENTE

Occasionalmente tengo dei corsi di recitazione.

Quando mi ritiro nella mia villa a Sprenago, per riposarmi tra una tourneé e l'altra mi diverte accettare l'invito dell'amministrazione comunale, che mi offre qualche milioncino per un week-end teatrale. Poche ore molto interessanti ben pagate.

Ah, il campionario di umanità che si presenta a questi stages. Pieno di giovani, illusi di poter intraprendere la carriera artistica, che non conoscono le insidie dell'ambiente, le astuzie degli agenti, la fatica di mesi e mesi di soggiorni in alberghi squallidi, i compromessi...

Ah, ma io li dissuado, eh sì non li illudo mica, sono una professionista seria, io...

Li guardo dritto negli occhi, soppeso la loro attenzione, la loro voglia di imparare e poi mi lancio in un esempio di sopraffina interpretazione della Fedra di Racine, mio cavallo di battaglia...

Lì ho la possibilità di esprimere le infinite sfumature della mia voce, la gamma multiforme dell'intensità emozionale, la plasticità divinamente estetica del mio volto.

Quando finisco, tacciono ammutoliti. Questa dimostrazione è generalmente sufficiente per rendere incerti gli ardimentosi e coloro che percorrevano il sentiero del teatro, indietreggiano...

Mi recitano - pietosamente - i loro romei, le loro blanche, le loro figliastre... e io generosamente correggo tutto quello che posso perché migliorino: l'intonazione più stentorea, l'accento dialettale, la postura disarticolata. Quasi tutti al termine dello stages, pensano di iscriversi a un corso di computer e non si ripresentano ai corsi successivi.

Alcuni però, più caparbi, mi chiedono se li posso preparare per dei provini e io certo li preparo, non gratuitamente, ovviamente. Alcuni, quelli dal talento meno duttile, dall'intelligenza meno brillante faccio in modo che vengano presi; gli altri, quelli che dimostrano un vero interesse, un'attitudine profonda, insomma una predisposizione, insinuo nella loro mente l'arma più insidiosa, che li renderà vulnerabili: l'insicurezza nelle loro capacità.

E se neanche questo non basta, allora vado col punteruolo da ghiaccio o scateno le mie guardie del corpo allenate alle arti marziali.

Perché sono convinta che la concorrenza vada fermamente repressa.

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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