| Ezio
Favero Non è venerdì 17
Proprio non riesco a crederci, non è venerdì 17, eppure tutto
quello che poteva andare storto ha svoltato.
L'umore è allo stato brado, il cervello allo stato brodo, e mi ritrovo a dover scrivere
il discorso che dovrò tenere domani durante l'assemblea annuale del club Fuoritema.
E' una serata non fredda , non calda, e neanche tiepida. Sono seduto in mutande davanti al
mio computer.
In questo momento, provo apatia nei confronti di tutto, compreso il sottoscritto.
Devo assolutamente scrivere qualcosa.
Ho la testa vuota, mi alzo e vado a pisciare: di solito il bagno mi ispira.
Ritorno alla mia scrivania: niente.
Accendo la radio e sento: " Da quello che vedo in giro, nessuno cambia più dopo una
certa età: diciamo i quattro anni." C'è il solito esperto di turno che sta dicendo
la sua.
Spengo la radio. Mi dirigo verso il frigo, lo apro e prendo una birra.
Richiudo sbattendo la porta. La vibrazione fa cadere una statuetta di ceramica che stava
sopra.
Nel tentativo di prenderla al volo, urto contro il ferro da stiro sulla mensola, che
cadendo rimbalza sul microonde, ammaccandolo, e si sfracella poi al suolo scheggiando una
piastrella. Per paura di essere colpito, faccio un sobbalzo indietro e sbatto
violentemente il tallone sulla sedia: in compenso non sono riuscito a frenare la caduta
della statuetta, ma anzi mi è scivolata di mano anche la bottiglia di birra che si è
rotta.
Sul pavimento giacciono immobili in ordine sparso: il ferro da stiro sfasciato, pezzi di
vetro e di ceramica misti a birra.
Zoppicando ritorno al mio computer e mi ferisco il piede sano calpestando un vetro che non
ho visto, nonostante avessi lo sguardo fisso a terra.
Mi siedo nuovamente davanti al monitor e comincio a digitare sulla tastiera: "
Proprio non riesco a crederci, e pensare che
.."
Mi sveglio di scatto, è la sveglia che suona.
Per fortuna era solo un incubo.
|