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Ezio Favero

LUNEDI' NERO

Lunedì nero a Wall Street. Il lunedì è un giorno pesante, e questo è risaputo. Marco si alzò con uno strano sapore in bocca, un anomalo indolenzimento alle ossa, ed un tormentoso entusiasmo nell'intestino tenue. Nell'ordine aprì il frigo e bevve del latte direttamente dal cartone per cancellare lo strano sapore in bocca; si stiracchiò e fece un paio di flessioni per cacciare l'anomalo indolenzimento, ma soprattutto corse in bagno con entusiasmo... per l'entusiasmo.
Qualche minuto più tardi si ritrovò in macchina diretto a "La quiete dell'artista" nota casa di riposo per anziani VIP, una villa ottocentesca tenuta molto bene, con un bel giardino, nei pressi di Wall Street. Non che Marco fosse vecchio, ma semplicemente idraulico, quel giorno avrebbe dovuto fare la manutenzione annuale alla mitica EASYWARM, caldaia ormai fuori produzione da una ventina d'anni, che nonostante l'età, continuava a fare il suo lavoro e non si decideva a schiattare, con buona pace di Marco che avrebbe voluto sostituirla con una più moderna.
All'ingresso incontrò Vittorio che dopo cinquant'anni di vita sul set, si era ritirato a godersi quei quattro soldi (diceva lui) che gli erano rimasti. Vittorio era una di quelle persone che al primo sguardo ti davano l'impressione di appartenere alla schiera degli avari: vestiti consumati, barba e capelli disordinati, occhi che indagavano per sapere se eri lì per chiedergli dei soldi.
Vittorio, che fra l'altro era il direttore della "La quiete dell'artista", era la persona più acida e taccagna che Marco avesse mai conosciuto e lo salutò in modo sbrigativo con: "Ad ogni insetto piace di vivere. Hee Vittorio?"
Un po' brutale, ma se lo levò di torno.
Entrò nella sala caldaia, e di lì a poco si rese conto del disastro.
C'era stata una gelata due giorni prima e Vittorio, per risparmiare sul gas, non aveva acceso l'impianto, così l'acqua nei tubi era gelata.
Poveri tubi, lacerati dalla prima gelata d'autunno dopo quarant'anni di gloriosa attività.
Anche la mitica EASYWARM era finalmente schiattata. Rabbrividì al pensiero della mole di lavoro che lo aspettava: da qualunque parte si voltasse... soltanto perdite.

 

fuoritema ©- laboratorio permanente di scrittura e lettura
coordinato da Dario Marini

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