Mi chiamo Andrea, ma sono così famoso che è
inutile starlo a ripetere. La mia data di nascita la tengo segreta, qualora qualcuno
volesse insinuare che mi tolgo degli anni.
Iniziai precocemente a scrivere, nessun demone o
istinto primordiale, semplicemente non sapevo disegnare e tale increscioso fatto mi
impedì di esprimere altrimenti il mio genio. Sono evidentemente un genio, non certo per
la vittoria del Premio Nobel o del Pulitzer e neanche dello Strega, o del Campiello, ma
solo per la mia innegabile superiorità. Pubblicai la prima volta a 8 anni su Micromega,
un breve saggio dal titolo "La coscienza del Bradypus tridactylus - analisi
marxiana del mito primigenio degli Jivaro". Da quel giorno ebbi una rubrica fissa su
"Diorama letterario". Per anni, dagli 8 ai 15, tenni conferenze sui temi più
disparati, sempre con enorme successo. Intorno ai 16, in preda ad un classico sconforto
Ortisiano, scrissi "Fermo e Lucia", un'appassionante storia d'amore. La critica,
sempre opportunista, ne fece un caso letterario. Allora decisi che il mondo era troppo
stupido per il mio abnorme intelletto, così mi rifugiai in India, finii a Goa in una
comunità Hippy.
Sperimentai ogni tipo di droga in commercio e non,
provai l'amore libero e l'amore imposto, scrissi la "Commedia, Paradiso, Purgatorio e
Inferno" 14223 endecasillabi in tre cantiche e cento canti. A Goa incontrai Jennifer,
proteinica femmina australiana, ci sposammo in preda a Ketamina, scrissi "Le due
australiane e il continente". Ne trassi un film che vinse 18 premi Oscar, il Leone a
Venezia, l'Orso a Berlino, la Palma a Cannes.
Divorziai un anno dopo in preda ad un eccesso di
psilocibina.
La mia vita a 22 anni era ad una svolta.
Mi rifugiai in Bhutan, divenni monaco buddista e
scrissi "Siddartha".
Qualche maligno e invidioso critico insinuò che
il mio capolavoro fosse un plagio.
Indignato, amareggiato e offeso mi ritirai a vita
privata a Lugano, dove vivo tutt'oggi.
Ogni anno scrivo e pubblico un libro ed ogni anno
vinco qualche premio.
Oggi ho deciso di smettere: inizierò a dipingere.