| era l'anno 1173... | |
| la carta nel medioevo | |
| Fin dal XII sec. l'Europa acquista la carta di Damasco ma la qualità
mediocre del prodotto e la sua provenienza suscitano molte diffidenze. Nel 1221 Federico II proibisce l'uso della carta per gli atti pubblici. Questo provvedimento è motivato dall'uso di colle d'amido per impermeabilizzare la carta. Pare infatti che gli insetti ne fossero particolarmente ghiotti e si divorassero interi archivi. Verso la metà del XIII secolo, l'Italia, grande importatrice di carta araba, introduce importanti novità per il mondo cartario. A Fabriano, i fabbricanti incominciano a produrre la carta secondo un metodo completamente nuovo, che ha poco a che vedere con quello arabo. La presenza di corsi d'acqua, indispensabili per muovere i mulini, favorisce la nascita delle cartiere disegnando così la geografia della diffusione della fabbricazione della carta. Per tutto il medioevo, e non solo, per fabbricare la carta si usano fibre di canapa e lino tessute. Gli stracci inizialmente vengono macerati con acqua e calce e le fibre sfilacciate con le forbici. Per molti secoli, per ottenere la polpa di carta, si usano vasche di pietra e mortai di legno. Una grande innovazione è il mulino da carta che tritura gli stracci con l'ausilio di una mola azionata da energia umana o animale, simile a quelli diffusi perla lavorazione del grano, del ferro... Le prime notizie di un mulino da carta idraulico risalgono al 1238 e si riferiscono al mulino di Xativa. è subito un successo. Altri mulini vengono avviati a Bologna, Genova, Padova, Venezia ,Voltri, Milano, Salò, Nocera... La carta italiana - di qualità migliore, meno cara e per di più cristiana- sottrae progressivamente mercato a quella araba e si impone sulle piazze europee. A Fabriano, nel 1268, tutti i mulini sono dotati di un nuovo dispositivo tecnico: la pila idraulica a magli multipli con ruota a pale. Il tessuto viene ridotto a fibra elementare dalle pile che lavorano in verticale, azionate da alberi a camme. Anche il telaio è diverso: compare la rete fatta di fili di ottone intrecciati che sarà utilizzata dal XIII al XVIII secolo senza subire altre variazioni. I mastri cartai fabrianesi introducono anche un nuovo collante: il carniccio, una gelatina animale ottenuta dagli scarti di concia delle pelli. La nuova colla è fluida, impermeabile, resistente e, finalmente, non è gradita agli insetti! E' quest'invenzione a decretare il successo della carta che rende obsoleto l'editto di Federico II. Nel 1436, gli statuti comunali di Fabriano vietano fabbricare carta e di insegnare i segreti dell'Arte fuori da territorio comunale, Pro bono et utilitate publica Era già troppo tardi |
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| Lucia Sellan Andrea Satta © 2000 |