| era l'anno 1173... | |
| la collatura e calandratura | |
| Alcune carte vengono trattate in superficie con
argilla bianca fine, gesso, farina bianchissima Quest'operazione, detta apprettatura, dà consistenza al foglio rendendolo meno poroso. Per la collatura fatta in superficie si utilizzano acqua di riso, colla d'amido (usata dagli Egizi anche per il papiro), gomma adragante. In Italia la collatura vegetale fu presto sostituita con il carniccio, colla di gelatina animale, ricavato dagli scarti di conceria e molto più resistente al tempo e agli insetti. Nella tecnica fabrianese, una volta essiccati, i fogli passano al collatore che li immerge a mazzette (da 5 a 10 fogli) nella gelatina animale finchè si impregnano di colla. Segue una nuova pressatura e infine l'asciugatura definitiva. Il foglio, così finito, passa, ad altri artigiani chiamati cialandratori, titolari di proprie botteghe diverse dalle gualchiere. Il loro compito è di lisciare il foglio, con delle apposite macchine a rulli chiamate calandre, e provvedere alla piegatura e alla impaccatura del prodotto finito. Prima dell'invenzione della calandra a rulli, i fogli venivano levigati con una pietra liscia. |
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| Lucia Sellan Andrea Satta © 2000 |