| era l'anno 1173... | |
| la carta araba | |
| Nel 751 i musulmani conquistano Samarcanda e fanno
prigionieri alcuni cartai cinesi. Il segreto della fabbricazione della carta è svelato. Viene organizzato un primo centro di produzione a Samarcanda. Stracci di canapa e lino divengono la materia prima della carta araba, stracci che spesso sono strappati alle mummie ritrovate nelle tombe in Egitto. Nel 794-795 a Baghdad nasce una cartiera, seguono le cartiere di Damasco, Tiberiade e Tripoli. Verso la fine dell'VIII sec. la carta compare in Egitto. La Valle del Nilo e la Siria si specializzano nella produzione di una carta di canapa e lino, più fine di quella di Samarcanda. Fra il X e il XII sec. la produzione della carta si sviluppa nell'Africa settentrionale, durante il regno della dinastia Fatimita (909-1171) che estende il proprio dominio dalla Tunisia in Egitto, in Palestina, nel Maghreb ed infine in Sicilia. La città santa di Kairouan diviene un importante centro cartario. Intorno all'anno Mille, in Andalusia, fioriscono nuovi centri di fabbricazione. Nascono cartiere a Cordoba, a Cadice, a Siviglia. Anche in Castiglia si sviluppano centri cartari. Tutto ad opera di cartai ebrei che, espulsi da Cordoba dai fondamentalisti, si rifugiano a Xativa (oggi San Felipe), poi in Catalogna e poi nella Francia meridionale, lasciando sempre in ereditàle conoscenze dell'arte cartaria. Nel X sec. la Sicilia diventa un centro nevralgico del commercio della carta. Nel XIII sec., per impulso dell'imperatore Federico II, Palermo diviene un importante centro di produzione. Per questa via la carta siciliana inizia la sua inarrestabile risalita verso l'Italia settentrionale, e l'Europa. |
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| Lucia Sellan Andrea Satta © 2000 |